I Rilevatori a Microonde in un Antifurto

I rilevatori a microonde sono largamente utilizzati negli impianti antifurto sia di piccole dimensioni, case, negozi o uffici che in quelli più importanti, che riguardano zone più sensibili, ad esempio aeroporti, banche, centri commerciali. A differenza di quelli a raggi infrarossi utilizzano delle onde elettromagnetiche per rilevare la presenza di esseri umani? Sono migliori dei Pir? Costano di più? Come funzionano?

Cercheremo oggi di rispondere a tutte le domande su quelli che sono uno dei componenti fondamentali in un impianto di antifurto che possono essere utilizzati sia internamente che esternamente, anche per realizzare barriere perimetrali antintrusione all’aperto.

SENSOREMW

Come funzionano

per accorgersi della presenza umana questi dispositivi fanno uso di onde elettromagnetiche ad alta frequenza. Il sensore al momento della taratura iniziale registra di quanta energia ha bisogno per “riempire” la stanza o l’area sottoposta al suo controllo grazie ad un diodo. Il principio del funzionamento è lo stesso del radar con l’effetto Doppler. Questo dato viene immagazzinato. Quando un uomo si presenta davanti al sensore l’energia che ora impiega per saturare l’area è diversa. Questo cambiamento fa scattare l’allarme. Ovviamente ci devono essere dei parametri in cui il rilevatore non deve inviare dei segnali di falso allarme. Ad esempio quando si presenta un uccellino, oppure un cane o un gatto, spesso presenti nelle nostre case o giardini.

I rilevatori a microonde possono essere monostatici, installati singolarmente, oppure bistatici , montati a coppia uno di fronte l’altro. In quest’ultimo caso emittente e ricevitore sono alloggiati in unità separate. Queste due soluzioni presentano vantaggi e svantaggi per l’utente. Le unità monostatiche definiscono una zona di rilevamento basata sul fascio di microonde che emettono.

Il campo di rilevamento può raggiungere fino a 300-400 metri lineari, ma l’utente può configurare il fascio per adattarlo a situazioni particolari. Quindi tararlo lungo, stretto, largo, con un raggio più ampio ma più corto.

Al contrario, un rilevatore a microonde bistatica offre una gamma più ampia di rilevamento, fino anche ad 1 Km ma è molto delimitato. Ad esempio trova applicazioni su installazioni per muri esterni, pensiamo alla protezione all’ ingresso del giardino. I sensori bistatici inoltre sono più inclini a falsi allarmi perchè i sensori emettono frequenze, attivandole e disattivandole in rapida successione, seguiti da una disattivazione del ricevitore. L’unità utilizza questi intervalli di tempo per rilevare il movimento, notando la posizione degli oggetti in momenti diversi.

Meglio Sensore ad infrarossi o a Microonde

la risposta non è semplice e soprattutto non può essere definitiva. I sensori Pir sono molto sensibili ai disturbi termici, dovuti a sbalzi di temperatura. Ai microonde danno fastidio le radiofrequenze, quindi il lavoro fatto dai ripetitori di radio, tv e telefonia mobile.

I pir sono molto veloci a rilevare l’attraversamento di un essere umano, ma sono lenti nell’ accorgersi dell’ avvicinamento. Al contrario i Microwave sono ottimi nell’ accorgersi di una persona che si avvicina al sensore, ma un po’ lenti nel rilevare l’attraversamento orizzontale. L’installatore quindi dovrà tener conto delle vostre esigenze e soprattutto di eventuali disturbi presenti nella zona, personalizzare quindi l’antifurto in base alla zona e all’ ambiente.

Da valutare anche i rilevatori a doppia tecnologia, un ibrido. Utilizzano sia raggi infrarossi che microonde per il rilevamento di presenza umana. L’allarma scatta solo se si verificano le condizioni di positività accertate dalle due tecnologie.

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