Impianto antifurto

Barriere Perimetrali a Raggi infrarossi per proteggere Muri ed Entrate

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barriere_perimetraliIl compito dei sistemi di allarme è quello di evitare l’accesso di ladri alle zone interne di case, negozi, uffici e magazzini. Le zone più difficili da proteggere sono ovviamente gli accessi di ingresso che, quando ci troviamo al piano terra, sono rappresentati anche dal giardino e dalle finestre su cui affacciano. In questo caso il sistema che garantisce una migliore protezione è rappresentato dalle barriere perimetrali a raggi infrarossi.

Con questo sistema rendiamo in pratica inviolabili anche muri esterni, cancelli, balconi che si trovano lungo il perimetro della zona da proteggere. Le barriere a raggi infrarossi sono sicure, affidabili e di difficile manomissione e godono delle detrazioni fiscali del 50% previste dalla legge di stabilità per l’acquisto di sistemi di sicurezza. Diamo un’occhiata al loro funzionamento e progettiamo insieme un impianto di antifurto da esterno con sensori.

Abbiamo già parlato del funzionamento dei sensori da esterno.  Senza tornare sull’argomento ricordiamo che si tratta di rilevatori Pir che leggono a distanza la variazione termica di un corpo in movimento ed inviano l’allarme alla centralina quando ciò accade.

Le barriere perimetrali si comportano in maniera differente: innanzitutto non si tratta di rilevatori PIR, passive infrared, ovvero passivi installati singolarmente, ma di sensori attivi, composti da trasmettitore e ricevitore (vedi prima foto).

Si installano a coppia, uno di fronte l’altro oppure a tre (un emettitore, ricevitore doppio ed emettitore vedi seconda foto). Il trasmettitore invia il fascio ad infrarossi che viene rimandato indietro dal ricevitore. Se questo filo invisibile si interrrompe scatta l’allarme. Il funzionamento è quindi chiaro.

barriere_pir

Le barriere perimetrali possono quindi essere installate lungo i muri esterni di ville, magazzini o capannoni, oppure sui balconi di casa o a ridosso di qualsiasi muro confinante con l’area da tenere sotto controllo. Coprono distanze che arrivano anche a centinaia di metri e si interfacciano con la centralina via radio in doppia o singola frequenza (433 e 868 Mhz) o via filare. Non devono essere facilmente visibili dall’ esterno, ma allo stesso tempo, non devono avere l’uscita ostruita da elementi che compromettono il funzionamento.

La classe di protezione di questi speciali sensori deve essere alta. Viene indicata con IP seguita da una coppia di numeri. Più sono alti i numeri maggiore è il grado di protezione a polvere ed acqua.

Le barriere hanno anche dei sistemi antiaccecamento ed antimanomissione contro i tentativi di sabotaggio oltre a quelli di apertura forzata (tamper).

In alternativa a quelle a raggi infrarossi ci sono quelle a doppia tecnologia e a Microonde. Le prime utilizzano sia Infrared che microonde per il doppio controllo, le seconde solo le microonde. Queste ultime sono utili in caso di nebbia, quando i raggi infrarossi potrebbero non ber funzionare per il maltempo.

I prezzi: a partire da 100-150 euro per i modelli Pir, fino ad arrivare a 300-400 euro per i modelli che coprono lunghe distanze a doppia tecnologia o Mw.

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Come proteggere il Proprio Giardino con un Antifurto

allarme-giardinoIl giardino rappresenta uno dei punti più deboli della propria casa o villa se ci riferiamo ad un’entrata di potenziali ladri o malintenzionati. E’spesso protetto da muri e ringhiere ma sono facili da scavalcare ed in più i grandi spazi aperti non possono essere controllati a vista . E’ importante per questo motivo proteggerlo con un buon antifurto che dia un allarme immediato in caso di violazione degli spazi.

La progettazione di un antifurto per il giardino deve essere effettuata da professionisti che sanno quali componenti installare, dove collocarli e quali problematiche affrontare. Vediamo da vicino come deve essere fatto, cosa va comprato e il prezzo che andremo a spendere per l’installazione di un sistema di antifurto completo.

Come abbiamo già visto i sensori da esterno sono il braccio armato del nostro impianto per gli spazi aperti.Ce ne sono di tre tipi:

  1. Pir passivi: si tratta di un sensore unico. Viene installato a muro e controlla nel suo raggio di azione i movimenti di corpi estranei. All’interno un componente riesce a captare la temperatura tramite infrarossi, se questo calore è “anomalo” scatta l’allarme. Sono economici, piuttosto sicuri e costano poco. Riescono a coprire anche vaste aree.
  2. Pir attivi: in questo caso si installano a coppia: c’è un emettitore e ricevitore. In pratica si crea un filo invisibile, una barriera perimetrale ad infrarossi, che quando viene valicato fa scattare l’allarme. Ottimi per essere installati lungo muri o recinzioni.
  3. Doppia tecnologia: usano infrarossi e microonde: l’allarme scatta solo se si verificano tutte e due le condizioni di controllo, ovvero ad infrarossi che con onde ad alta frequenza.

Come abbiamo visto i rilevatori da esterno fanno il lavoro sporco, ovvero controllano che nessuno si avvicini o entri nel giardino. Vanno però installati in maniera intelligente, devono coprire tutta l’area e non lasciare “buchi” ovvero zone sguarnite.

Quando un sensore deve essere installato all’esterno va incontro anche a tentativi di sabotaggio. Quindi si usano sistemi antistrappo, di schermatura contro attacchi con vernici e lacche. Anche sole, pioggia, neve e vento possono disturbare il loro lavoro, ecco perchè devono avere un buon grado di protezione IP.

Per proteggere porte e finestre si utilizzano invece i contatti magnetici. Sono molto economici e si installano nei due battenti. Quando si apre una finestra o porta i contatti vengono allontanati ed inviano così un segnale di allarme.

L’antifurto da giardino può essere arricchito anche con un sistema di video sorveglianza. Le nuove telecamere IP sono dotate di sensori di movimento che inviano un allarme quando un malintenzionato entra nell’area di copertura. In questo caso le telecamere si connettono ad Internet tramite un router presente in casa ed inviano non solo immagini e video, ma anche l’audio che in quel momento stanno rilevando. Possono funzionare anche in notturna grazie alla presenza di led integrati che illuminano la zona.

I prezzi:
un sensore pir passivo da giardino costa un po’ di più rispetto a quello da interni. Dai 50 ai 100 euro. Per i Pir Attivi, venduti a coppia per creare una barriera ad infrarossi i prezzi oscillano tra 120 e 200 euro, a seconda della vastità della zona da controllare.
Per una buona centralina con commutatore per la chiamata telefonica non si spendono meno di 400 euro e per una sirena poco più di 100 euro.

Se siete interessati ad un preventivo per un impianto di allarme per il vostro giardino basta inviare una mail a info@impianto-antifurto.com lasciando il vostro numero di telefono, verrete ricontattati immediatamente.

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Cosa sono i Sensori a Doppia tecnologia e come Funzionano

sensore_doppia_tecnologiaAbbiamo già visto come funziona un sensore Pir passivo. Si tratta di un componente fondamentale in un impianto di antifurto che , grazie alla tecnologia ad infrarossi, riesce a “leggere” a distanza il calore – temperatura di un corpo a distanza. L’alternativa è rappresentata dai sensori a doppia tecnologia. Utilizzano gli infrarossi insieme alle microonde, due tecnologie accostata una all’altra per garantire una maggiore affidabilità e sicurezza dell’antifurto.

Il funzionamento:

un sensore a doppia tecnologia utilizza componenti ad infrarossi e a microonde. Con i primi si capta la variazione di calore della zona controllata. Quando passa un corpo estraneo, un essere umano, il sensore rileva a distanza una temperatura non registrata ed invia un segnale di allarme. Piuttosto semplice.

Microonde mw:
in questo caso la tecnologia utilizza un emettitore di onde elettromagnetiche che lavorano ad alta frequenza, circa 25 Ghz. Il funzionamento si basa sull’effetto Doppler. L’onda che si propaga dal sensore satura la stanza controllata impiegando una certa energia. Ad un ulteriore controllo, quando c’è un corpo in movimento, l’onda propagata avrà bisogno di un’energia differente. Il sensore si accorge di questa anomalia ed invia un segnale di allarme.

I sensori a doppia tecnologia utilizzano tutte e due le tecniche e si attivano solo ed ESCLUSIVAMENTE se tutti e due i segnali di allarme sono verificati. AND invece che OR.

Meglio Doppia tecnologia o PIR:

è facile pensare come un ulteriore controllo regali all’impianto di allarme una maggiore affidabilità. I falsi allarmi vengono drasticamente eliminati perchè i controlli da effettuare sono due. Ma proprio questa caratteristica potrebbe essere il tallone d’Achille di un sistema che diventerebbe poco “sensibile“. Abbassando i falsi allarmi abbassiamo anche la sensibilità.

E’ quindi l’installatore a verificare quando e dove sia giusto installare un sensore a doppia tecnologia.

Facciamo un esempio: una stanza o zona dove ci sono forti variazioni di calore. Pensiamo alla presenza di camini, forni, impianti di ventilazione. Si tratta di un luogo che  metterebbe a dura prova un sensore Pir passivo che rileva la temperatura. Questa cambia repentinamente per via di queste fonti di disturbo, in questo caso un sensore che utilizzi anche le onde elettromagnetiche per un doppio controllo ci starebbe bene.

Esternamente: un sensore da esterno che debba controllare ad esempio un giardino di una villa. Gli elementi di disturbo sono rappresentati da uccelli, cani, gatti che potrebbero passare di continuo davanti al sensore. Anche in questo caso uno a doppia tecnologia garantirebbe prestazioni migliori per i falsi allarmi, funzione PET IMMUNE.

Quando è meglio un PIR: non possiamo dire in assoluto quando è da preferire. Dipende dalla componentistica del produttore. Alcuni sensori sono molto performanti e offrono garanzie assolute. Sicuramente un sensore ad infrarosso è da preferire quando ci sono molte fonti di disturbo elettromagnetiche che potrebbero dar fastidio alle microonde, pensiamo ad antenne di telefonia, televisive, ripetitori wi-fi molto forti ecc.

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Antifurti Lince prezzi e prestazioni

catalogo_LinceLince è un’azienda del made in Italy molto conosciuta nel mondo della sicurezza. E’ una marca apprezzata per la produzione di antifurti sia domestici che aziendali e sistemi anti incendio e di videocontrollo. Fornisce ai propri clienti sia i singoli componenti come sensori, sirene, combinatori, chiavi di controllo, centraline e anche impianti completi in kit come:
- serie EUROBOX: antifurti domestici dotati di filo,
- serie GR868: antifurti domestici con comunicazione via radio.

Eurobox è il pacchetto antifurto casalingo che permette la facile commercializzazione delle centraline Europlus, già abbinate con sirene e sensori prodotti dall’azienda Lince e già preinstallati con la centralina fornita. I diversi kit permettono di avere più sensori, alcuni a infrarossi o a doppia tecnologia. La centralina fornita permette di ampliare il collegamento fino a 30 sensori, utilizzando il medesimo collegamento BUS a tre fili.

Tutti gli accessori del kit Europlus prodotti dalla Lince sono abbinabili ed è possibile aggiungerli alla centralina fornita dallo stesso kit. E’ disponibile in quattro formati differenti che includono diversi sensori, il kit va scelto in relazione al numero di porte e finestre della nostra abitazione.

I kit Eurobox (5IR, 3IR, 10DT, 5DT) comprendono:
- 1 centralina Europlus a cinque zone con possibilità di espansione a 30 utilizzando la chiave elettronica a transponder,
- pacchetto di sensori ad infrarossi a tecnologia 14 metri, il numero varia in relazione al pacchetto 5IR o 3IR,
- 1 sirena esterna autoalimentata realizzata in policarbonato con lampeggiante integrato,
- 1 sirena per ambiente interno da 12 Vcc
- pacchetto batterie: 1 per centrale da 12V 7,2Ah ed 1 per sirena esterna da 12V 1.2Ah
- sensori a doppia tecnologia da 10 m, disponibili nel pacchetto 5DT e 10DT.

Gli antifurti Lince della serie GR868 sono dotati di collegamento wireless e permette di proteggere la nostra abitazione senza utilizzare alcun cavo per il collegamento, in questo modo l’installazione è notevolmente semplificata e non è necessaria alcuna predisposizione.

Il kit GR868UNIVKIT comprende un gruppo di sensori che lavorano con una frequenza FSK 868,300 MHz, i sensori vengono alimentati tramite una batteria al litio che ha una durata media di minimo cinque anni.
All’interno del kit sono presenti:

- 4 sensori di tipo GR868BOBBY comprensivi di batteria al litio a lunga durata,
- ricevente a 8 canali modello GR868RX8 che è possibile interfacciare con ogni centralina universale di qualsiasi marca.

Il kit GR868KITBABY è un kit universale wireless che comprende dei sensori per i serramenti e le porte, ideale per essere abbinato a qualunque centralina di marca Lince. Il kit base comprende:
- 4 sensori wireless per serramento della tipologia GR868BABY-WL operanti a 868 MHz collegabili a qualunque centralina universale,
- 1 ricevente GR868RX8 ideale per connettere 8 sensori ad una centrale universale.
La ricevente GR868RX8 può essere ampliata aggiungendo i sensori prensenti nel kit GR868UNIVKIT fino a raggiungere il massimo di 8 canali.

I prezzi dei Kit antifurto di Lince oscillano tra i 350 ed i 700 euro, a seconda della configurazione richiesta, spese di installazione a parte.

Clicca qui per il catalogo completo aggiornato degli antifurti Lince.

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Contatti Magnetici per Porte e Finestre, Funzionamento e Prezzi

contatti reedI contatti magnetici per forte e finestre sono uno dei più diffusi sistemi per difendere gli edifici da intromissioni esterne insieme ai componenti per l’allarme da protezione esterna. Collegati alla centralina dell’impianto antifurto tramite fili o in wireless sono componenti relativamente semplici.  Il loro sistema di funzionamento si basa su due soli componenti: il MAGNETE (magnetite) e il REED (due o più conduttori in forma di sottili lamine contenute all’interno di un involucro di vetro riempito di gas inerte come l’azoto o l’argon.

Il MAGNETE e il REED sono protetti da “involucri” plastici (ABS) o metallici di forma cilindrica o rettangolare. Le caratteristiche tecniche variano in funzione del materiale di cui è costituito l’involucro e del diametro della parte magnetica. Più grande è il magnete maggiore è la sua forza attrattiva.

I CONTATTI MAGNETICI CILINDRICI sono adatti ad essere “incassati” nell’infisso. L’incasso si ottiene praticando due fori, di identica altezza e dimensione, sul battente e sull’anta.

I CONTATTI MAGNETICI ESTERNI (o “a giorno”) hanno forma rettangolare e sono , talvolta, dotati di morsettiera per consentire il collegamento alla CENTRALINA.

Esistono in commercio CONTATTI MAGNETICI per PORTE BASCULANTI e per PORTE BLINDATE. I primi dispongono esclusivamente di involucro metallico poiché, il REED va inserito nella pavimentazione. I secondi sono cilindrici e di dimensioni maggiori rispetto ai contatti cilindrici per finestre e porte in legno. Come gli altri sono da incassare all’interno della porta blindata.

I MICRO CONTATTI MAGNETICI rientrano nella categoria “a giorno”, hanno dimensioni ridotte, involucro in ABS e sono utili per installazioni su porte e finestre in legno.

Alla prova del TESTER gli infissi dotati di contatto magnetico daranno un valore pari a “0″ (OFF). Infatti serrando le ante il MAGNETE indurrà le lamine del REED ad unirsi. Se l’infisso viene forzato le lamine del REED, discostandosi dal magnete, si separeranno fornendo al TESTER un valore pari a “1″ (ON). Ciò farà scattare l’allarme della centralina antifurto.

contatto magnetico allarme

I CONTATTI MAGNETICI per porte e finestre, se non sono WIRELESS, devono essere collegati alla centralina tramite fili di rame. Alcuni contatti sono dotati di una morsettiera per provvedere al collegamento, altri dispongono semplicemente di fili alle estremità. Due sono le modalità di collegamento alla centralina, in PARALLELO o in SERIE.

Il collegamento in PARALLELO prevede che l’allarme azionato in un punto perimetrale qualsiasi riguardi tutti i sensori ad esso collegati. Il collegamento in SERIE prevede che l’allarme si attivi a partire da un unico sensore indipendentemente dagli altri presenti nel perimetro protetto.

In commercio esistono contatti magnetici in ABS bianco o marrone. Possono essere venduti singolarmente o in confezioni multiple adatte agli installatori. Le confezioni multiple sono più convenienti.

I prezzi dei contatti magnetici per infissi sono generalmente contenuti. Ad esempio un singolo sensore in ABS da incasso va dai 2,5 ai 5 euro. Se in ottone o dotato di morsetti il contatto da incasso costa sui 5/6 euro.
Il contatto per porte blindate costa dai 6 ai 15 euro.

I contatti da esterno (“a giorno”) sono disponibili nei colori bianco grigio e marrone.Il loro prezzo varia dai 3 ai 7 euro per unità se in ABS. Se ultrapiatti il prezzo aumenta da 4 a 8,5 euro. Se in alluminio corazzato il prezzo varia dai 6 ai 14 euro.
Per impieghi su infissi industriali i componenti sono incapsulati in alluminio pressofuso e il loro prezzo sale variando dai 25 ai 36 euro a pezzo.

Per porte basculanti il contatto costa circa 30 euro.

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Che antifurto scegliere per il Proprio Negozio

allarme negozioMolti esercenti ci richiedono un preventivo per l’installazione di un antifurto per il loro negozio. Quando si hanno merci importanti, ma anche stigliature di un certo valore, che fanno gola ai ladri, la protezione con un impianto di allarme è d’obbligo. Oggi vogliamo analizzare le problematiche che si incontrano nella progettazione di un impianto del genere, quali sono i componenti necessari da installare ed il prezzo finale che dovremo spendere. Partiamo!

Innanzitutto bisogna analizzare quali sono i punti di ingresso del negozio. Porta principale, vetrina, porta secondaria, porta che da’ sul magazzino. Ognuno di loro può essere il varco di accesso attraverso cui eventuali malintenzionati possono penetrare, per cui vanno protetti.

Vetrine del negozio: se ci sono le serrande è un deterrente in più. Spesso però, proprio per mostrare 24 ore su 24 gli oggetti in vendita, i negozianti decidono di non installarle. In questo caso d’obbligo sono i sensori antisfondamento che andranno applicati proprio sulla vetrina. In caso di scasso invieranno l’allarme alla centralina.

Porte di accesso al negozio: anche qui vanno installati dei contatti magnetici che inviano l’allarme all’ apertura del battente. Per rafforzare le difese, possiamo installare sensori antiscasso che reagiscono a delle percussioni.

Telecamere di videosorveglianza: si montano a ridosso delle entrate secondarie, ad esempio nel retro, in aree di propria appartenenza. Qualcuno ce le richiede anche per proteggersi dai furti durante le normali fasi di vendita.
Del funzionamento delle telecamere ne abbiamo già parlato nell’ articolo relativo. Vi basti sapere che si connettono ad Internet tramite il vostro router ed inviano in tempo reale immagini, video e audio della zona sorvegliata. Sono anche in grado di spedire anche un “alert” via sms o mail in caso di entrata di “essere umano” nell’area. Il tutto grazie ai sensori di movimento integrati nei modelli più evoluti.

Sensori di allarme: molto importanti, rappresentano il braccio armato di un impianto di antifurto per negozio. Vanno installati in ogni stanza dello store. Se un malintenzionato è riuscito a penetrare all’ interno se ne accorgono ed inviano un segnale alla centralina.

Centralina: è il cuore del sistema. Collegata alla sirena acustica e visiva controlla tutti i componenti. Quando un contatto magnetico o la telecamera o il sensore invia il segnale di allarme parte la chiamata telefonica ai numeri predefiniti. Il combinatore telefonico è quello che si attiva per far partire la telefonata, via linea fissa oppure tramite sim gsm. Possono essere allertate anche le forze dell’ ordine.
Tramite centralina attiviamo e disattiviamo l’allarme ma “parzializziamo” anche le zone ovvero siamo in grado di disattivare una zona ad esempio perchè ci stiamo lavorando. I modelli più economici arrivano a controllare anche 16 zone.

allarme nebbiogenoAllarme nebbiogeno: se i malintenzionati nonostante tutto sono riusciti ad entrare nel negozio, li attende una sorpresa. Il nebbiogeno si installa a soffitto ed e collegato con il sensore che lo attiva. Viene rilasciata una nebbia atossica che “acceca” la zona (vedi foto) . Il ladro non può vedere nulla per diversi minuti, tempo prezioso guadagnato dalle forze dell’ordine, riuscirà solo a guadagnare la via di fuga.

Prezzo finale per un antifurto per negozio: calcolando una superficie di 150 mq, con 3 sensori, due telecamere, centralina di marca (Bentel, Diagral, Lince o Tecnoalarm), tre coppie di contatti magnetici, tre sensori antisfondamento, sirena filare esterna anti strappo, il prezzo oscilla tra 1700 e 2mila euro.

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Antifurti Risco Prezzi e Consigli

kit antifurto riscoRisco Group è un azienda italiana ma con uffici in tutto il mondo che si dedica alla produzione di componenti per antifurti sia per uso domestico che aziendale. Si tratta di prodotti che si collocano sulla fascia media, la qualità è semi professionale e i prezzi sono in linea con quella dei concorrenti come Tecnoalarm, Lince, Bentel, Diagral, un pochino sotto rispetto a Daitem che è considerata però una marca di qualità superiore.

In catalogo ci sono sensori, sirene, kit, centraline tastiere. Per coloro che vogliono un “pacchetto pronto” per un impianto di allarme c’è il kit denominato Agility 3. Si tratta di un sistema avanzato che utilizza la scienza tecnologica di comunicazione radio con la Video Verifica utilizzando applicazioni internet web ed app per smarthphone.

Lo scopo principale di Agility 3 è di poter verificare la segnalazione di un allarme, monitorando la zona tramite video e segnalando, agli utenti o alle società di ricezione, l’allarme di avvenuta intrusione e accertando la presenza di persone sospette attraverso l’ausilio di una tecnologia video.

La vasta gamma di accessori disponibili per Agility 3 rendono il kit l’antifurto ideale sia per zone residenziali che per piccole aziende commerciali. Questo sistema radio fornito da Risco Group, grazie al suo controllo remoto ed a quello video, rappresenta lo strumento più all’avanguardia per quanto concerne la tutela e la protezione Agility 3 funziona attraverso l’applicazione iRisco, installabile sul proprio smarthphone, per merito della quale si potrà così inserire o disinserire il proprio sistema d’antifurto, verificare un allarme di intrusione accedendo direttamente al segnale video captato dalle videocamere, attivare i dispositivi di domotica, effettuare panoramiche istantanee ed avere il pieno controllo remoto del sistema d’allarme.

RiscoCloud è una funzione supportata dal kit Agility 3, applicazione installata a lato server che permette di gestire in autonomia il proprio sistema antifurto, l’applicazione, completamente realizzata dall’azienda Risco, di registrare la propria centralina Agility 3 servendosi del codice seriale e di poterla coordinare ovunque vi troviate. Il kit possiede numerose caratteristiche che lo rendo unico, tra cui 32 zone radio, 8 pir con telecamera, 32 codici utente, 250 situazioni memorizzabili, tecnologia radio dual-core, tre sirene autoalimentate sia per esterno che per interno, programmazione da remoto o tramite tastiera e molto altro ancora.

Il kit Agility 3 ha a disposizione tantissimi accessori compatibili:

- Centrale d’allarme con combinatore telefonico SOLO su Linea Fissa (opzionale quello GSM). E’ dotata di un lettore di prossimità, tastiera con un menu retroilluminato di azzurro per facilitarne la visione, che consente facilmente di accedere a tutte le impostazioni del nostro antifurto programmandolo a nostro piacimento. Zone controllate 32;

- sensore PIR eyeWAVE ovvero un rilevatore radio con fotocamera integrata che viene impiegata per la verifica video con il kit Agility. Il sensore ha lo scopo di trasmettere immagini video direttamente alle applicazioni Risco, sul nostro smarthphone o sul cloud web;

- contatto magnetico si può applicare su porta o finestra. Invia un segnale di allarme quando si tenta di aprile dall’ esterno o dall’interno;

- rilevatore PIR iWAVE ossia un rilevatore radio che si avvale della tecnologia ad infrarossi (solo nella versione del jit da 1200 euro). Di facile installazione, usufruibile in versione Pet che non penalizza gli animali di un peso inferiore ai 36 kg., pertanto, rende possibile possedere un animale domestico anche in presenza di sensori di rilevazione infrarossi senza creare nessuna problematica;

- telecomando bidirezionale indispensabile per attivare e disattivare il nostro sistema antifurto, è dotato di 8 canali rolling code, di led di segnalazione utili per individuare lo stato dell’allarme, ha una portata radio fino a 120 metri, è funzionante a batteria ed ha un peso di solo 35 grammi;

- telecomando anti rapina, un innovativo dispositivo per la sicurezza personale che se premuto fa suonare il nostro antifurto.

Il kit Agility 3 è disponibile a partire da 930 euro nella versione base e 1200 euro in quella evoluta (in quest’ultimo caso c’è il combinatore telefonico Gsm oltre che PTSN).

In catalogo ci sono anche le sirene sia interne che esterne (prezzi a partire da 110 euro), centraline d’allarme economiche (prezzi a partire da 172 euro) e quelle più performanti con combinatore telefonico, rilevatori perimetrali (prezzi a partire da 80 euro).

Qui potete scaricare il Catalogo Completo dei prodotti Risco

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Controlli di Attivazione: Tastiera Telecomando e Chiavi

La casa è il nido sicuro di ogni famiglia e, come qualsiasi cosa, talvolta, ha bisogno di un certo livello di sicurezza, ciò la trasforma in fortezza impenetrabile da sconosciuti. Per questo l’abitazione deve essere dotata di un sistema di antifurto che viene controllato ed attivato mediante tastiera, telecomando o chiave elettronica.

Tastiera

tastiera allarmeLa tastiera per abilitare il sistema antifurto utilizza dei codici numerici. Si tratta di uno tra i sistemi di attivazione/ disattivazione dell’antifurto più sicuri e più utilizzato che si trova incorporato nella centralina. Ciò è dovuto al semplice fatto che l’inserimento e la stessa disattivazione dell’allarme avvengono attraverso un codice numerico.
Solitamente essa è posta all’interno dell’appartamento, in modo da incrementare la sicurezza dell’abitazione. Volendo, è possibile far disporre delle tastiere esterne e quindi poter inserire o disinserire l’allarme dall’esterno. Ciò non comporta una minore sicurezza perché, per poter “manipolare” il sistema di allarme occorre conoscerne il codice numerico o alfanumerico (dipende dal tipo di antifurto installato).

Chiavi Elettroniche

chiave elettronicaLa chiave elettronica è un pratico strumento di attivazione/ disattivazione del sistema antifurto presente nell’appartamento. Essa è dotata di un codice univoco elaborato tra miliardi di combinazioni possibili ed è impostato dalla fabbrica. Infatti, grazie a questa metodologia, l’allarme è disinserito o viceversa, inserito, solo se la centrale riconosce il codice univoco della chiave stessa. La chiave resistiva è caratterizzata da una o più resistenze misurate in Ohm. Essa, abilita o disabilita l’allarme solo se la centrale riconosce il valore resistitivo impostato nella chiave stessa.
Questa sezione si conclude con le chiavi metalliche; si tratta di una chiave il cui inserimento è di tipo meccanico e manda imput di accensione e spegnimento.

Nel caso le chiavi di attivazione e disattivazione antifurto sono smarrite (magari assieme al mazzo delle chiavi dell’appartamento) occorre eliminarle dal riconoscimento dell’antifurto (cambiare la serratura nel caso avessimo perso anche le chiavi di casa) e procedere con la richiesta alla fabbrica di nuove chiavi.

Telecomando

telecomando per antifurtoCome le chiavi elettroniche, anche il telecomando è una soluzione molto pratica rispetto alla normale tastiera. Per attivare o disattivare l’antifurto della casa, premendo l’esatto tasto, il telecomando invia attraverso una radiofrequenza, un segnale che attiverà o disattiverà l’allarme.
Questo strumento, come la chiave, è molto pratico giacché l’allarme può essere controllato sia dall’esterno e sia dall’interno.

In conclusione, è utile affermare che tutti e tre i sistemi di attivazione/disattivazione antifurto, sono degli strumenti molto validi. Li differenzia la praticità e la tipologia di funzionamento. Il telecomando è il più utilizzato ma il meno pratico. Le chiavi e il telecomando possiedono una praticità maggiore ma allo stesso tempo una maggior probabilità di smarrimento. Oltre a ciò è utile esplicitare il fatto che il telecomando funziona attraverso una radiofrequenza che, se non ben controllata, potrebbe entrare in conflitto con ulteriori frequenze radio e non funzionare al meglio. La chiave invece attiva o disattiva l’allarme attraverso un codice alfanumerico o numerico, impostato in precedenza dalla fabbrica e scelto tra miliardi di codici, in modo tale da consentire una sicurezza che lavora al cento per cento e che può essere accuratamente controllata sia dall’interno e sia dall’esterno della casa stessa.

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Sorvegliare a Distanza via Internet con le Telecamere

telecamere connesse 3gSpesso si ha l’esigenza di tenere sotto controllo in maniera visiva una particolare area del nostro appartamento, negozio o ufficio. Si può trattare del giardino, dello spazio di fronte al cancello che da’ sulla strada, del magazzino. Insomma è necessario videosorvegliare che non accada nulla, che nessuno tenti di entrare nel nostro spazio protetto o che compia atti illeciti.

Il tutto può essere effettuato tramite Telecamere di video sorveglianza. Sul mercato ce ne sono per tutte le tasche, si parte da una cinquantina di euro e si sale fino a superarne i 1000. Senza entrate nel dettaglio delle caratteristiche che dobbiamo ricercare in un buon prodotto, oggi vogliamo focalizzare la nostra attenzione sulla connessione ad Internet per il controllo da remoto.

Le telecamere dette anche “IP” si connettono alla rete domestica sia via cavo con la rete  “LAN” (Local Area Network),oppure wireless. La connessione avviene direttamente con il router di casa connesso ad Internet oppure ci si interfaccia con il proprio pc. Successivamente possono essere controllate ed interagiscono con tablet, smartphone, laptop ecc.

Configurarle è solitamente molto facile: alcuni modelli sono corredati di cd auto installanti; basta posizionarle nei punti nevralgici dell’abitazione e si potranno osservare comodamente gli ambienti domestici attraverso qualsiasi device che abbia la connessione ad internet. In altri casi, come detto, si possono connettere direttamente al router configurando l’indirizzo IP sul browser di un pc, vedi ad esempio la guida delle telecamere della Foscam.

Proprio per la semplicità, fruibilità e comodità, il mercato delle videocamere connesse ad internet ha recentemente conosciuto un’espansione notevole. Conseguentemente l’offerta e la diversificazione dei modelli commercializzati è cresciuta di pari passo. Ci sono kit che offrono DVR , videoregistratori digitali, sofware e telecamere per installazioni più complesse in cui è necessario registrare e tenere traccia dei video.

telecamere ip

Esistono IP Cam con sensore di movimento, in grado di scattare un’istantanea in caso di rilevamento di azioni, e allertare il proprietario con una e-mail o un sms su cellulare.
Da esterni, con sensori notturni per riprendere al buio, in HD per riprese in alta definizione e ancora con connessione Wi-Fi per essere posizionate in punti in cui il cavo di rete non è presente ecc. Inoltre alcuni modelli grazie alla presenza di microfoni integrati, permettono di ascoltare tutto ciò che succede nell’ambiente monitorato in tempo reale.

Il successo delle IP Cam è senza ombra di dubbio dovuta al controllo a distanza: che siano 50 o 5.000 chilometri, tutto ciò di cui si necessita è una connessione internet per raggiungere da remoto la videocamera, utilizzando delle applicazioni, sia per sistemi iOS che per supporti Android, in grado di far interagire comodamente device e videocamera.

Lo store di Google Play presente innumerevoli app sviluppate proprio per espletare questa funzionalità.
App come TinyCam Monitor che consentono la sorveglianza remota, il controllo e la registrazione, utilizzabile anche con connessione 3G, 4G e Wi-Fi. L’app è in grado di supportare più camere simultaneamente (sono supportate le marche più famose come Edimax, D-Link, Axis, Panasonic ecc.) , registrare video, rilevare movimenti, condivisione ecc. Il tutto con estrema facilità di utilizzo per l’utente.

Basta lanciare l’app, cliccare sul tasto Search (cerca), e l’applicazione andrà in modalità scanning per rilevare la rete LAN e le telecamere ad essa connesse. Aggiungiamo le telecamere rilevate con il tasto Add Cam e, tramite il tasto Live View potremo iniziare ad osservare gli ambienti della casa.
Per i modelli di videocamere che supportano il controllo del movimento da remoto, tramite appositi tasti (freccia su, freccia giù, destra e sinistra) sarà addirittura possibile orientare a piacimento la videocamera, zoomando e inquadrando ciò che si desidera in qualsiasi momento.

Per dispositivi Apple Ios c’è invece IP Cam Viewer Pro. Si tratta di una app a pagamento ma svogle egregiamente il suo lavoro. Sono supportate anche le telecamere Usb. Permesso il controllo remoto con connessione 3G.

Questa e tante altre applicazioni simili disponibili per piattaforma Android o iOS, che eseguono la funzionalità di controller in modalità da remoto. App intuitive, veloci e che svolgono egregiamente il proprio compito.

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Sensori Antifurto e Rilevatori Perimetrali da Esterno

barriereinfrarossiesternetInsieme alla porta principale, finestre e accessi esterni rappresentano il punto debole della casa, quelli che devono essere difesi dalle intrusioni dei ladri. Dobbiamo proteggere queste entrate in modo da tener lontani eventuali malintenzionati. Le armi a nostra disposizione comprese in un impianto di antifurto sono tre: telecamere di sorveglianza, contatti magnetici e barriere ad infrarossi o sensori da esterno.

Delle telecamere ne abbiamo già parlato: sono molto efficienti e riescono a prevenire gli attacchi preavvisandoci via mail o sms in caso di movimenti all’ interno dell’area sorvegliata. Si connettono ad Internet tramite router e possono essere installate sia internamente che esternamente lavorando sia con luce che in piena oscurità.

I contatti magnetici sono congegni abbastanza semplici ed anche economici: si tratta di due magneti. Uno viene posto in un’anta della finestra, l’altro nel battente. Quando vengono distanziati inviano via wireless l’allarme alla centralina che fa scattare l’antifurto. Si montano su finestre e porte finestre e sono molti utili in caso di scasso.

Un discorso a parte va fatto per i rilevatori perimetrali da esterno. Si tratta di componenti un po’ più sofisticati ed anche un po’ più cari, ma rappresentano la barriera invalicabile che dobbiamo tenere su per proteggere la casa.

Come lavora un sensore:
gli esseri umani emettono calore. I sensori a raggi infrarossi sono in grado di “leggere” a distanza questa temperatura e di distinguerla da quella di un oggetto e ancor di più da quella di un animale. Quando si accorgono di questo calore inviano un segnale di allarme alla centrale.

Rilevatori ad infrarossi attivi

Come riconoscerli: sono due bacchette poste in parallelo tra di loro (prima foto) a distanza di diverse metri. Le due parti si inviano tra di loro un raggio infrarossi che crea una barriera invisibile, come un filo. Se il segnale si interrompe, perchè un essere umano ci è passato attraverso, viene inviato un segnale di allarme alla centralina.

Si mimetizzano molto bene nei battenti delle finestre, i modelli sottili, altrimenti possono essere installate nei giardini, lungo i muri oppure appena sotto le finestre che circondano la nostra casa o villa. La differenza di prezzo fra un rilevatore esterno e l’altro la fanno la distanza che coprono e l’accuratezza nel riconoscere un falso allarme. Devono infatti essere perfettamente tarate per non inviare allarmi quando ci sono foglie che invadono la barriera oppure se passano attraverso animali come gatti e uccellini.

Il loro uso è molto importante nell’ ambito dell’ installazione di un antifurto, anche perchè ci permettono di lasciare le finestre aperte in casa senza aver paura dei ladri.

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Rilevatori ad infrarossi Passivi

In questo caso non c’è più una coppia di elementi, ma un solo sensore che emette uno o più raggi ad infrarossi (vedi seconda foto di un rilevatore volumetrico). Se il raggio viene attraversato dall’ intruso viene inviato l’allarme. Mentre le bacchette a coppie sono molto usate per proteggere le zone perimetrali esterne, i sensori ad infrarossi passivi vengono impiegati anche per il controllo interno.

Di base costano poco, ma i modelli più costosi sono dotati di dispositivi antimascheramento ed anti accecamento contro eventuali sabotaggi. Possono essere anche a doppia tecnologia, ovvero a raggi infrarossi Pir e a microonde. Ci sono poi i sensori digitali dotati di circuiteria che trasforma il segnale rilevato da analogico a digitale.

Anche in questo caso sono controllati dalla centralina che riceve il loro allarme in caso di attraversamento non autorizzato. In un impianto di allarme in cui si gestiscono diversi sensori, gli stessi possono essere disattivati parzialmente, ovvero possiamo sconnettere quelli di alcune zona, ad esempio la stanza dove dormiamo, lasciando attivati il salotto ed il resto della casa che rimarranno così sotto protezione costante.

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