Detrazione Fiscale Antifurto: Guida 2015

detrazione-fiscale-antifurto-guida-2015Chiunque acquista un antifurto al fine di proteggere la propria casa anche nel 2015 ha diritto alla detrazione del 50% ovvero della metà della spesa sostenuta ma solo se la finalità è per uso privato e dunque sono espressamente esclusi gli acquisti per rivendita oppure per utilizzo in locali commerciali. Vi è però un eccezione qualora l’acquisto di beni per la sicurezza venga realizzata per immobili residenziali adibiti
promiscuamente all’esercizio di un’attività commerciale, dell’arte o della professione, la
detrazione spetta nella misura ridotta del 50%.
Tali agevolazioni sono state poste in essere nel 1988 ed ogni anno abbiamo assistito al rinnovo della legge che le conteneva. Il decreto legge che contiene queste disposizioni è il 201/2011 o 201 del 2011 ed in particolare il comma che si esprime sulle spese per sicurezza è l’art. 4.

In verità la normativa era nata per la detrazione delle spese sostenute per le opere edili di ristrutturazione ma entrando nello specifico vediamo che il comm parla di “interventi relativi all’adozione di misure finalizzate a prevenire il rischio del compimento di atti illeciti da parte di terzi”, a pieno titolo rientrano le spese per sicurezza per acquisto di antifurti casa o impianti di allarme o di prevenzione che siano pur sempre orientate alla tutela della sicurezza come le grate o recinzioni murarie porte blindate, etc. Qualora siano essi servizi come le aziende di vigilanza in tal caso è evidente l’esclusione perché non si tratta di acquisto di materiale per sicurezza.

Negli anni si è visto un miglioramento delle condizioni contenute nella legge per ottenere la detrazione fiscale, si è passati dal 36% contenuto nella disposizione del 2012 con un massimale di spesa per l’intervento fissato a 48.000,00 euro al 50% della legge 83 del 2012 (83/2012) del Decreto “Misure urgenti per le infrastrutture, l’edilizia ed i trasporti“ confermato nella successiva legge di stabilita del 2013 che ha esteso oltre alla percentuale portandola dal 36% al 50% anche il massimale di somma detraibile in 96.000,00 euro. Attenzione tale innalzamento di aliquota e massimale detraibile riguarda le spese sostenute successivamente al 26 Giugno del 2012 e non anche le precedenti per le quali vale il disposto della norma precedente. Altro cambiamento presente per l’anno 2015, ma questa volta peggiorativo per il contribuente, è la cd spalmatura della detrazione che diventa di 10 annualità a prescindere dall’eta del contribuente, nel precedente disposto normativo le rate erano differenziate in base all’eta del contribuente.

Anche se in pratica tutti possono usufruire dell’agevolazione fiscale, ovvero dai proprietari ai locatari o usufruttuari , familiare convivente, ci sono delle indicazioni da dover osservare al momento in cui viene posto in essere l’acquisto, in particolare si consiglia caldamente di farsi anticipare la fattura via email o via fax in modo da poter indicare chiaramente al momento del bonifico il numero della stessa la data e la partita iva della società che ha emesso la fattura stessa e che si occuperà di fornire i prodotti per la sicurezza. Seconda cosa non meno importante, per poter effettivamente accedere alla detrazione chi effettua il bonifico deve essere la stessa persona che è stata indicata in fattura.
Il legislatore è venuto ulteriormente incontro al contribuente ed è andato a cancellare l’obbligo spedire all’ufficio dell’Agenzia delle Entrate di Pescara la documentazione della richiesta di detrazione , in pratica dal 13 maggio del 2011 non si devono più comunicare dati sull’inizo lavoro o altro ma ovviamente andrà conservata copia della fattura e copia del bonifico effettuato con estratto conto bancario dove risulta la spesa.

Nel sito dell’ Agenzia delle Entrate al link potete controllare e leggere la guida resa disponibile Ristrutturazioni Edilizie – Le agevolazioni fiscali (http://www.casa.governo.it/allegati/guida_ristrutturazioni_edilizie_gen_2015.pdf )

Altra questione molto interessante è la possibilità di applicare l’iva al 10%.
Il calcolo sull’importo dove calcolare questa percentuale non è intuitiva, all’installatore di antifurto e solo ad esso, in pratica tutti gli acquisti effettuati direttamente sui siti ecommerce o per acquisto dei kit fai da te risultano esclusi.
Proviamo ad illustrare il calcolo della stessa, qualora il vs installatore vi chieda in totale 5000,00 euro totale comprensivo di prestazione dell’installatore ad esempio fissiamola in 2000,00 euro e con un costo dei beni significativi di 3000,00 euro solo la differenza tra l’importo totale di 5000,00 e i beni significativi di 3000,00 euro ovvero 2000,00 si applicherà l’iva del 10% e non su tutto l’importo. In pratica su 5000,00 euro solo 2000,00 saranno con iva al 10% e ad 3000,00 euro verra applicata l’iva ordinaria al 22%. I beni significativi di cui al decreto del 29 dicembre del 1999 ricomperarono espressamente gli impianti di sicurezza.

Centralina d’Allarme controllabile da Internet

centrale_antifurto_internetI dispositivi che si possono gestire da remoto, via Internet, sono tanti e non mancano quelli legati alla sicurezza per la casa. Nel settore degli antifurti sono arrivate sul mercato diverse centraline d’allarme che si comandano a distanza. Non è una novità. La possibilità di controllarle da qualsiasi luogo c’è sempre stata, tramite il combinatore telefonico si può quasi sempre gestire la loro attivazione-disattivazione, la differenza è che usiamo la normale tastiera di un telefono, cellulare o fisso utilizzando la rete di telefonia invece che quella IP.

Molti clienti ora vogliono però avere anche la possibilità di interagire in maniera piú profonda, proprio tramite Internet, utilizzando magari una app specifica dallo smartphone. Abbiamo già visto come utilizzare un sistema di videosorveglianza per il controllo della casa, ed in effetti le richieste degli utenti si concentrano maggiormente in questo campo: avere in tempo reale immagini, video e audio della zona sorvegliata.

 

Se cerchiamo un sistema completo che gestisca allarme, sensori e telecamere sul mercato ci sono diverse centraline che gestiscono ottimamente l’impianto, ed è quello di cui ci occuperemo oggi. Ricordiamo che questi sistemi hanno un alto grado di protezione con criptazione della password, ma è bene sapere che offriamo un fianco in piú ad un tentativo di intromissione. Se un ladro dovesse entrare in possesso della parte, perchè magari l’abbiamo scritta da qualche parte, potrebbe disattivarlo facilmente da Internet. Fatta questa precisazione vediamo i modelli di antifurti gestibili da remoto, venduti sia in kit che singolarmente.

Risco: questa marca molto apprezzata dagli installatori ha in catalogo il sistema Agility 3. E’ un kit composto da centrale, sensori , alcuni dei quali con telecamera integrata che inviano immagini soltanto quando scatta l’allarme. Da Internet si può gestire la centrale tramite app per Apple ios e dispositivi Android. Le immagini ed i video vengono registrati anche su Cloud per poter essere visionati in qualsiasi momento.

centraline_controllo_remoto

Fracarro: altra azienda, questa volta italiana, presente sul mercato della sicurezza. I prodotti sono un po’ cari per quello che offrono. Troviamo le centrali Defender che possono essere totalmente programmate per integrare sistemi di domotica ed automazione della casa come la chiusura delle tapparelle, rilevatori di fumo ed allagamento, rilevatori di apertura di finestre.

Logisty: del gruppo Atral acquistato dai tedeschi di Hager di cui fanno parte anche Bentel e Diagral ha in catalogo centrali che si connettono ad internet per la gestione anche domotica della casa e per l’invio di alert di allarme.

Diagral: tramite il portale Diagral Connect è possibile personalizzare e programmare la propria centrale che non solo controlla l’allarme di casa ma si interfaccia con altri sistemi di automazione, comprese le aperture dei cancelli esterni ed il controllo della temperatura dei termosifoni di casa.

Elkron: ha in catalogo le centraline MP500 che si connettono ad Internet tramite router ADSL. Tramite software specifico possiamo, in caso di allarme, accende e spegnere le luci di casa, comandare del bloccaporte che chiudono alcune zone. Possibilità di invio mail o messaggi in caso di rilevazione di furto in tempo reale. Compatibile con il linguaggio KNX per la programmazione di dispositivi domotici.

Antifurto Perimetrale Antintrusione

Quando si parla di antifurto perimetrale si fa riferimento ad un sistema che viene utilizzato per sorvegliare quegli edifici di rilevanti dimensioni che necessitano di un controllo capillare del perimetro esterno, ad esempio giardini, cortili o balconi. Tale sistema, inoltre, può essere impiegato per particolari esigenze richieste dagli ambienti interni, dimostrandosi molto efficiente anche in questi casi.

Sono moltissime le aziende del settore che propongono tali sistemi antifurto, richiesti frequentemente da parte del pubblico; è sufficiente ricordare quelli di Tecnoalarm, di Diagral e Bentel, ma anche Logisty e Risco offrono costanti innovazioni in questo ambito.

Non esiste una sola tipologia di antifurti perimetrali; le diverse categorie hanno caratteristiche peculiari e svolgono funzioni differenti. Tra i principali è possibile segnalare la barriera a microonde, l’autoportante dotato di sensori ad infrarossi, i sensori interrati, i sensori a cavo microfonico e quelli a fibra ottica.

antifurto_perimetrale_concessionario_auto

La barriera a microonde, ad esempio, viene impiegata in particolare nelle zone in cui la visibilità è molto bassa, rivelandosi molto efficace negli ambienti che si caratterizzano per la piovosità e per la presenza costante di nebbia. La sua tecnologia prevede l’installazione di colonne di rilevamento a microonde. In pratica, si basa sulla trasmissione e la relativa ricezione di una frequenza, che hanno luogo al passaggio di una persona nell’area di competenza. Vengono utilizzati non solo per gli ambienti esterni, ma anche per quelli interni e possono essere a 4, 6 oppure 8 raggi, aventi solitamente una portata di 16 metri per gli interni e 8 per gli esterni.

L’antifurto perimetrale con sensori ad infrarossi PIR connessi in maniera filare o wireless alla centralina, invece, è probabilmente la tipologia più richiesta attualmente sul mercato, in quanto riesce ad abbinare una protezione di alto livello a prezzi accessibili a tutti. In questo caso, il funzionamento del sistema è dovuto all’innesto di barriere ad infrarossi nella zona perimetrale, ad esempio lungo i muri di una villa, che sono in grado di rilevare qualunque tipo di passaggio. Comelit, ad esempio, propone una gamma molto ricca di sensori basati su tale tecnologia.

L’antifurto perimetrale a sensori interrati è consigliato a chi desidera avere il massimo livello di sicurezza ma, al contempo, non vuole che l’ambiente venga “rovinato” dal punto di vista estetico. Tale sistema funziona in modo eccellente, garantendo la massima precisione; riesce, infatti, a distinguere il semplice passaggio di persone da quello di animali di piccola taglia. Inoltre, non teme alcun tipo di interferenza e risulta impossibile da individuare se non si conosce la sua ubicazione.

Infine, per quanto riguarda i sensori a cavo microfonico, oppure per quelli a fibra ottica, si tratta di due tecnologie attraverso le quali è possibile proteggere le recinzioni esterne delle abitazioni. I primi vengono solitamente posizionati su recinzioni reticolari; chiunque entrerà in contatto con queste ultime attiverà un segnale sonoro, che gli stessi cavi microfonici saranno in grado di analizzare. Per quanto riguarda i cavi a fibra ottica, invece, a far scattare l’allarme saranno dei fili reticolari tranciati.

Falsi Allarmi come evitare di far scattare l’Antifurto Inutilmente

falso_allarme_antifurtoUno dei problemi più sentiti da chi installa un antifurto per la casa è rappresentato dai falsi allarmi. Un sistema di sicurezza che scatta di continuo per motivi più disparati, che fa suonare la sirena ogni giorno, è un qualcosa che non protegge la casa.

Oltre che ad infastidire i vicini, a mettere in allarme parenti, a far scattare inutilmente le forze dell’ordine con il rischio di ricevere una denuncia per procurato allarme, non previene i furti, anzi. E’ proprio questo che fa la differenza tra un buon antifurto ed uno scarso, ovvero la precisione con cui segnala un allarme quando ce n’è realmente bisogno.

Gli antifurti possono generare falsi allarmi per parecchi motivi.  Principalmente la causa è dei sensori che non riescono a comprendere quando il movimento nell’ area da loro controllata sia stato generato da un essere umano o da qualcos’altro.

Pensiamo al passaggio di un animale, ad esempio del nostro gatto, cane oppure, se installati all’aperto, al quello di un uccello, oppure allo svolazzare di un panno steso o di qualsiasi altro oggetto che può volteggiare nell’aria a causa del forte vento.La parte più sensibile ai falsi allarme è rappresentata quindi dai rilevatori esterni, posti nel giardino o balcone di casa. Hanno a che fare con l’azione degli agenti atmosferici e con tentativi di sabotaggio.

È qui che dobbiamo concentrare la nostra attenzione, è da qui che partono i falsi allarmi.Come detto, la causa più comune è il passaggio di animali. La maggior parte dei sensori sono dotati di una funzione “immune agli animali” che ignora il loro passaggio fino a taglie di 30 chili, questi sensori sono tarati in modo da non dover scattare quando il nostro animale domestico gioca davanti a loro.Altro disturbo è rappresentato sicuramente dalla neve , ma soprattutto dalla grandine.

Non succede spesso durante l’anno ma in caso di forti grandinate, l’allarme potrebbe scattare. Anche la nebbia e un’ fattore che fa generare falsi allarmi. Specialmente se utilizziamo sensori Pir (passive infrared) , più sensibili al variare della temperatura termica e alle condizioni atmosferiche.L’installatore quindi devi capire qual sia il giusto rilevatore da installare all’esterno in base alle condizioni atmosferiche e alle condizioni climatiche. Un sensore installato di fronte a superfici riflettenti, specchi, ma anche irraggiato direttamente dal sole potrà generare falsi allarmi.

Così come sensori installati vicino alla strada che potrebbero scattare al passaggio dei fari di una macchina. In questo caso possiamo utilizzare anche il sensore a doppia tecnologia, ovvero che usa microonde in congiunta con gli infrarossi per il controllo. Saranno meno sensibili ma non scatteranno facilmente, visto che devono essere verificate le due condizioni per generare un segnale di allarme.Anche le telecamere dotate di sensori inviano l’allarme alla centralina.

Anche in questo caso vale lo stesso discorso fatto fino adesso. I sensori Pir delle telecamere devono essere tarati in modo che non scattino o comunque non debbano inviare immagini quando passa un animale o un oggetto che vola. La sensibilità dipende da come è stato tarato il sensore, ed è quello che devono fare gli installatori.Possiamo stare abbastanza tranquilli con i contatti magnetici delle finestre e con i sensori antisfondamento.

Difficilmente generano falsi allarmi, scattano infatti soltanto quando le ante saranno allontanate tra di loro. In questo caso i falsi allarmi sono soltanto generati da una dimenticanza nella disattivazione dell’antifurto.Se l’antifurto è ben tarato, non da mai problemi e all’ improvviso continua a scattare inutilmente prestate attenzione. Potrebbe essere un trucco degli stessi ladri che aspettano soltanto che lo disattiviate per entrare indisturbati.

Antifurto casa gestibile da Iphone e Android

E’ sempre più sentita l’esigenza di controllare il proprio antifurto della casa, villa, ufficio o negozio tramite smartphone o tablet. Si tratta di una gestione che permette di monitorare l’attività in tempo reale del sistema di sicurezza. Con un semplice Iphone o dispositivo Android possiamo così attivare, disattivare, escludere delle zone controllate dall’allarme ma anche vedere in tempo reale le immagini riprese da un sistema di videosorveglianza.

Tutte queste fasi possono poi fondersi in quello che diventa un vero e proprio sistema domotico, ovvero la possibilità di controllare anche altre attività della casa come lo spegnimento e l’accensione di luci, riscaldamento, regolazione della temperatura ecc.

Sul mercato esistono diversi kit di antifurto con la centralina predisposta ad una connessione Internet e completamente gestibile da remoto tramite specifiche app disponibili per sistemi Apple Ios ed Android. Abbiamo così la possibilità di controllare da qualsiasi pare del mondo ciò che avviene all’interno delle nostre mura. Vediamo quali sono i migliori prodotti presenti sul mercato.

app antifurto risco

sistema allarme gestibile da iphone


Risco Agility 3
. Si collega al server Risco Cloud e permette di controllare a distanza il proprio antifurto. Se la telecamera oppure il sensore di movimento rileva un movimento sospetto invia un immagine al cloud leggibile attraverso un app (vedi immagine sopra) via smartphone. Il kit proposto da Risco presenta dei sensori Pir (eye view) che hanno una piccola camera ip integrata, è la stessa che invia le immagini visualizzabili dalla app, oppure via browser, in questione.
Indirizzo: http://www.riscogroup.com/italy/products/solution/2558

Bticino: azienda con grande tradizione nel settore dell’illuminotecnica ha deciso di produrre un sistema integrato di antifurto domotico. Si chiama My Home e con la stessa centrale che si collega ad Internet possiamo gestire altre attività della casa come abbassare ed alzare le tapparelle, spegnere ed accendere le luci del giardino e dei vari ambienti.
Ovviamente nella configurazione del sistema Bticino offre anche le placche e pulsantiere per le varie stanze e display da 1,2 led per la gestione di temperatura a distanza degli impianti di riscaldamento.
Indirizzo: http://www.bticino.it/domotica-myhomeweb

Inim electronics: nel catalogo di questa azienda di antifurti italiana c’è il sistema Living Home. La centrale è altamente personalizzabile con display a controllo touch in cui possiamo navigare addirittura su Internet. Possiamo gestire non solo l’antifurto a distanza tramite Iphone o sistemi Android, il timer, la programmazione dell’ attivazione e spegnimento ma anche il controllo dei varchi esterni, delle tapparelle, il controllo della temperatura del riscaldamento, ma pure il sistema multimediale della casa.
Indirizzo: http://www.inim.biz/prodotto.php?node=353.

antifurto diagral connessione domotica

antifurto diagral connessione domotica con app

Diagral: marca considerata di fascia economica facente parte del gruppo Atral propone il suo sistema di antifurto integrato con domotica, Diagral Connect. Con l’app predisposta possiamo non solo controllare l’allarme ma anche accendere e spegnere le luci via Internet, controllare il sistema di irrigazione della casa, aprire e chiudere i cancelli ed eventuali garage presenti nell’abitazione. Anche in questo caso possiamo installare dei sensori con fotocamera integrata che rilevano le immagini e le registrano su scheda SD integrata oppure inviano un alert via bluetooth allo smartphone del proprietario.
Indirizzo: http://www.diagral.it/connesso_via_app

Quale Kit Antifurto per un’ abitazione

kit-allarmeI sistemi di allarme non sono solo esclusivo appannaggio di uffici, centri commerciali o ville, la maggiorparte delle volte le richieste riguardano normali appartamenti di condomini. Si tratta di piccoli impianti che possono essere acquistati anche in kit e montati da soli se si è un po’ pratici. Oggi vi vogliamo presentare i migliori kit antifurto presenti sul mercato spiegandovi come si installano con i componenti basilari necessari per il loro funzionamento.

Il kit base è di solito composto da centralina, sirena e sensori. Con un trittico del genere copriamo quasi sempre tutte le nostre esigenze, garantendo la giusta sicurezza contro intrusioni alla nostra casa.

La centralina, come abbiamo già visto, rappresenta il punto centrale del sistema di allarme. Da qui partono i collegamenti ai sensori e alla sirena con cui si interfaccia. La centralina è anche il pezzo che costa di più, con prezzi, per un prodotto medio, compresi tra 250 e 500 euro. Si installa solitamente all’ interno dell’ appartamento vicino alla porta principale di ingresso. Questo perchè ci viene molto facile abilitare e disabilitare l’allarme quando entriamo ed usciamo.

La centralina comunica via filo o via radio con gli altri componenti, se dobbiamo montarla da soli meglio scegliere quest’ultima opzione. E’ alimentata con la corrente elettrica ma ha un sistema autonomo a pile ricaricabili in caso di blackout o tentativo di sabotaggio. Spesso è equipaggiata con il combinatore telefonico, piccola scheda che si connette alla linea telefonica di casa oppure alla linea del cellulare (dobbiamo inserire una scheda sim valida), utile per chiamare dei numeri di telefono prestabiliti, in caso di allarme.

Una volta quindi connessa a muro si procede con la registrazione del messaggio vocale (si utilizza il microfono presente sulla centralina stessa) che sarà utilizzato ogni volta che scatterà l’allarme. Normalmente possiamo pre impostare un massimo di 10 numeri, tra questi troveranno posto anche quelli delle forze dell ‘ordine (dovete scegliere tra Polizia o Carabinieri, non entrambi e la domanda va effettuata tramite modulo da consegnare a mano), il nostro cellulare e quello dei parenti o amici. La sequenza la stabiliamo noi, è preferibile lasciare in seconda o terza posizione le forze dell’ Ordine per via di eventuali falsi allarmi.

Se vogliamo utilizzare anche la linea GSM dei cellulari, ricordiamoci di acquistare una scheda Sim che non ha scadenza, altrimenti dopo 6 mesi o 1 anno dall’ attivazione rischiamo di non avere la possibilità della chiamata.

Ogni centralina gestisce quindi un numero diverso di zone. Otto sono sufficienti per le abitazioni. Possono essere la parte esterna, tipo il giardino o il balcone, la zona notte e la zona giorno. Quindi avremo bisogno di tre sensori, due interni ed uno esterno.

Il secondo componente usato nei kit è proprio il rilevatore. Di solito è un PIR, ovvero passive infrared, passivo a raggi infrarossi. Si tratta di dispositivi piuttosto economici, nell’ ordine di una 50 ina di euro se economici, 100 euro se di qualità media. I sensori di movimento si occupano di comunicare alla centralina l’eventuale presenza di un intruso nell’ area da loro controllata. Per fare ciò utilizzano un raggio ad infrarossi che legge la variazione termica nella zona. Alcuni kit dipongono di sensori a microonde , oppure a doppia tecnologia dotati di infrarossi + microwave. I sensori, come detto, possono connettersi alla centrali in maniera filare o wireless.

La sirena si installa esternamente, il più in alto possibile, in modo da non poter essere raggiunta da eventuali sabotatori e anche per essere visibile dalle forze dell’ ordine per capire quale sia la casa presa di mira dai ladri. L’avviso acustico ha una potenza di 100 Db udibile a 3 metri di distanza, serve per mettere in fuga i malfattori. Anche la sirena può essere collegata in maniera wireless o con filo, ma sarebbe meglio l’ultima soluzione.

L’installazione come avete capito non è complicata, ma nemmeno semplicissima. L’attenzione maggiore che dovete prestare è quella relativa al posizionamento dei sensori. I Pir sono disturbati da repentini cambi di temperatura, quindi mai davanti a forni, camini, ventilatori, condizionatori, inoltre devono essere lontani da superfici riflettenti e specchi che disturbano il loro lavoro. Anche il lavoro di taratura degli stessi può non essere semplice, ma una volta fatti una serie di test siete pronti a far lavorare il vostro kit antifurto.

I prezzi dei kit: sul web ci sono validi prodotti con un prezzo compreso tra 400 e 700 euro. Si tratta del costo base di una centrale, un sensore ed una sirena. Se vogliamo installare contatti magnetici per le porte, altri rilevatori e barriere a raggi infrarossi perimetrali, ovviamente il costo sale.

I Rilevatori a Microonde in un Antifurto

I rilevatori a microonde sono largamente utilizzati negli impianti antifurto sia di piccole dimensioni, case, negozi o uffici che in quelli più importanti, che riguardano zone più sensibili, ad esempio aeroporti, banche, centri commerciali. A differenza di quelli a raggi infrarossi utilizzano delle onde elettromagnetiche per rilevare la presenza di esseri umani? Sono migliori dei Pir? Costano di più? Come funzionano?

Cercheremo oggi di rispondere a tutte le domande su quelli che sono uno dei componenti fondamentali in un impianto di antifurto che possono essere utilizzati sia internamente che esternamente, anche per realizzare barriere perimetrali antintrusione all’aperto.

SENSOREMW

Come funzionano

per accorgersi della presenza umana questi dispositivi fanno uso di onde elettromagnetiche ad alta frequenza. Il sensore al momento della taratura iniziale registra di quanta energia ha bisogno per “riempire” la stanza o l’area sottoposta al suo controllo grazie ad un diodo. Il principio del funzionamento è lo stesso del radar con l’effetto Doppler. Questo dato viene immagazzinato. Quando un uomo si presenta davanti al sensore l’energia che ora impiega per saturare l’area è diversa. Questo cambiamento fa scattare l’allarme. Ovviamente ci devono essere dei parametri in cui il rilevatore non deve inviare dei segnali di falso allarme. Ad esempio quando si presenta un uccellino, oppure un cane o un gatto, spesso presenti nelle nostre case o giardini.

I rilevatori a microonde possono essere monostatici, installati singolarmente, oppure bistatici , montati a coppia uno di fronte l’altro. In quest’ultimo caso emittente e ricevitore sono alloggiati in unità separate. Queste due soluzioni presentano vantaggi e svantaggi per l’utente. Le unità monostatiche definiscono una zona di rilevamento basata sul fascio di microonde che emettono.

Il campo di rilevamento può raggiungere fino a 300-400 metri lineari, ma l’utente può configurare il fascio per adattarlo a situazioni particolari. Quindi tararlo lungo, stretto, largo, con un raggio più ampio ma più corto.

Al contrario, un rilevatore a microonde bistatica offre una gamma più ampia di rilevamento, fino anche ad 1 Km ma è molto delimitato. Ad esempio trova applicazioni su installazioni per muri esterni, pensiamo alla protezione all’ ingresso del giardino. I sensori bistatici inoltre sono più inclini a falsi allarmi perchè i sensori emettono frequenze, attivandole e disattivandole in rapida successione, seguiti da una disattivazione del ricevitore. L’unità utilizza questi intervalli di tempo per rilevare il movimento, notando la posizione degli oggetti in momenti diversi.

Meglio Sensore ad infrarossi o a Microonde

la risposta non è semplice e soprattutto non può essere definitiva. I sensori Pir sono molto sensibili ai disturbi termici, dovuti a sbalzi di temperatura. Ai microonde danno fastidio le radiofrequenze, quindi il lavoro fatto dai ripetitori di radio, tv e telefonia mobile.

I pir sono molto veloci a rilevare l’attraversamento di un essere umano, ma sono lenti nell’ accorgersi dell’ avvicinamento. Al contrario i Microwave sono ottimi nell’ accorgersi di una persona che si avvicina al sensore, ma un po’ lenti nel rilevare l’attraversamento orizzontale. L’installatore quindi dovrà tener conto delle vostre esigenze e soprattutto di eventuali disturbi presenti nella zona, personalizzare quindi l’antifurto in base alla zona e all’ ambiente.

Da valutare anche i rilevatori a doppia tecnologia, un ibrido. Utilizzano sia raggi infrarossi che microonde per il rilevamento di presenza umana. L’allarma scatta solo se si verificano le condizioni di positività accertate dalle due tecnologie.

Controllare la Propria Casa Con Una telecamera Via Internet

Grazie all’utilizzo di smartphone, tablet o pc è oggi possibile controllare la nostra casa a distanza, via Internet, tramite telecamere di videosorveglianza. Si chiamano anche Camere Ip e si connettono alla rete tramite wireless attraverso il router della propria abitazione. In pratica abbiamo la possibilità di monitorare in qualsiasi momento la zona posta sotto il controllo della camera installata.

La telecamera è sempre accesa, 24 ore su 24, ma a noi interessa che ci invi immagini o video in tempo reale soltanto quando un individuo è entrato nell’area di copertura. In questo caso ci viene in aiuto il sensore di movimento posto sulla camera che riesce a “captare” l’azione e ad avvisarci tramite mail o sms. A quel punto possiamo decidere di guardare in tempo reale il video trasmesso, ad ascoltare i rumori della zona tramite il mic incorporato, oppure ricevere uno “screenshot” della zona.

camera_dome

Possiamo anche controllare la propria casa attraverso la telecamera facendola ruotare oppure zoomando sulla zona. Ovviamente se è dotata di motore. Tutto ciò avviene tramite app fornita dallo stesso costruttore, installabile su smartphone o tablet o attraverso programma su Pc.

Solitamente i modelli esternamente si presentano in due forme:

  • Dome: a cupola, ideale per essere installata sui soffitti a su staffe a muro. Grazie a questa forma alcuni modelli hanno una visione a 360 gradi della zona;
  • Bullet: a sigaro o a proiettile allungato, installabili su muro tramite staffa.

I modelli presenti sul mercato sono tanti. Partiamo da questa telecamera da esterno che trasmette in Hd a 720p per una risoluzione di 280×720 pixels a 25 fotogrammi al seconda. Riesce a captare immagini anche in notturna grazie alla presenza di led che si accendono. Comunica con il router in modalità wireless, non c’è bisogno di fili. Prezzo economico a partire da 80 euro.

Se invece vogliamo orientarci su qualcosa di più costoso ci sono i prodotti della Axis. La serie M30 a cupola permette di controllare zone per un raggio di azione di 180-360, una copertura totale quindi. Ci sono vari modelli con registrazione video a 720 o 1080p in Full Hd. Il software Axis Video Motion Detection si installa su Pc ed è molto sofisticato. Può essere personalizzato e programmato per riconoscere volti, auto, targhe ed altri oggetti ripresi dalla telecamera.

Torniamo ad un prodotto economico quello della casa francese Logitech. La ALERT 700 è una telecamera di facile installazione con una risoluzione Hd in grado di registrare anche su mini Sd che si trovva sulla camera stessa. L’app di gestione per il controllo via Internet della telecamera è disponibile per Apple Ios, Android e Blackberry.

Barriere Perimetrali ad Infrarossi per Proteggere Muri e Entrate

barriere_perimetraliIl compito dei sistemi di allarme è quello di evitare l’accesso di ladri alle zone interne di case, negozi, uffici e magazzini. Le zone più difficili da proteggere sono ovviamente gli accessi di ingresso che, quando ci troviamo al piano terra, sono rappresentati anche dal giardino e dalle finestre su cui affacciano. In questo caso il sistema che garantisce una migliore protezione è rappresentato dalle barriere perimetrali a raggi infrarossi.

Con questo sistema rendiamo in pratica inviolabili anche muri esterni, cancelli, balconi che si trovano lungo il perimetro della zona da proteggere. Le barriere a raggi infrarossi sono sicure, affidabili e di difficile manomissione e godono delle detrazioni fiscali del 50% previste dalla legge di stabilità per l’acquisto di sistemi di sicurezza. Diamo un’occhiata al loro funzionamento e progettiamo insieme un impianto di antifurto da esterno con sensori.

Abbiamo già parlato del funzionamento dei sensori da esterno.  Senza tornare sull’argomento ricordiamo che si tratta di rilevatori Pir che leggono a distanza la variazione termica di un corpo in movimento ed inviano l’allarme alla centralina quando ciò accade.

Le barriere perimetrali si comportano in maniera differente: innanzitutto non si tratta di rilevatori PIR, passive infrared, ovvero passivi installati singolarmente, ma di sensori attivi, composti da trasmettitore e ricevitore (vedi prima foto).

Si installano a coppia, uno di fronte l’altro oppure a tre (un emettitore, ricevitore doppio ed emettitore vedi seconda foto). Il trasmettitore invia il fascio ad infrarossi che viene rimandato indietro dal ricevitore. Se questo filo invisibile si interrrompe scatta l’allarme. Il funzionamento è quindi chiaro.

barriere_pir

Le barriere perimetrali possono quindi essere installate lungo i muri esterni di ville, magazzini o capannoni, oppure sui balconi di casa o a ridosso di qualsiasi muro confinante con l’area da tenere sotto controllo. Coprono distanze che arrivano anche a centinaia di metri e si interfacciano con la centralina via radio in doppia o singola frequenza (433 e 868 Mhz) o via filare. Non devono essere facilmente visibili dall’ esterno, ma allo stesso tempo, non devono avere l’uscita ostruita da elementi che compromettono il funzionamento.

La classe di protezione di questi speciali sensori deve essere alta. Viene indicata con IP seguita da una coppia di numeri. Più sono alti i numeri maggiore è il grado di protezione a polvere ed acqua.

Le barriere hanno anche dei sistemi antiaccecamento ed antimanomissione contro i tentativi di sabotaggio oltre a quelli di apertura forzata (tamper).

In alternativa a quelle a raggi infrarossi ci sono quelle a doppia tecnologia e a Microonde. Le prime utilizzano sia Infrared che microonde per il doppio controllo, le seconde solo le microonde. Queste ultime sono utili in caso di nebbia, quando i raggi infrarossi potrebbero non ber funzionare per il maltempo.

I prezzi: a partire da 100-150 euro per i modelli Pir, fino ad arrivare a 300-400 euro per i modelli che coprono lunghe distanze a doppia tecnologia o Mw.

Come Proteggere il Proprio Giardino con un Antifurto

allarme-giardinoIl giardino rappresenta uno dei punti più deboli della propria casa o villa se ci riferiamo ad un’entrata di potenziali ladri o malintenzionati. E’spesso protetto da muri e ringhiere ma sono facili da scavalcare ed in più i grandi spazi aperti non possono essere controllati a vista . E’ importante per questo motivo proteggerlo con un buon antifurto che dia un allarme immediato in caso di violazione degli spazi.

La progettazione di un antifurto per il giardino deve essere effettuata da professionisti che sanno quali componenti installare, dove collocarli e quali problematiche affrontare. Vediamo da vicino come deve essere fatto, cosa va comprato e il prezzo che andremo a spendere per l’installazione di un sistema di antifurto completo.

Come abbiamo già visto i sensori da esterno sono il braccio armato del nostro impianto per gli spazi aperti.Ce ne sono di tre tipi:

  1. Pir passivi: si tratta di un sensore unico. Viene installato a muro e controlla nel suo raggio di azione i movimenti di corpi estranei. All’interno un componente riesce a captare la temperatura tramite infrarossi, se questo calore è “anomalo” scatta l’allarme. Sono economici, piuttosto sicuri e costano poco. Riescono a coprire anche vaste aree.
  2. Pir attivi: in questo caso si installano a coppia: c’è un emettitore e ricevitore. In pratica si crea un filo invisibile, una barriera perimetrale ad infrarossi, che quando viene valicato fa scattare l’allarme. Ottimi per essere installati lungo muri o recinzioni.
  3. Doppia tecnologia: usano infrarossi e microonde: l’allarme scatta solo se si verificano tutte e due le condizioni di controllo, ovvero ad infrarossi che con onde ad alta frequenza.

Come abbiamo visto i rilevatori da esterno fanno il lavoro sporco, ovvero controllano che nessuno si avvicini o entri nel giardino. Vanno però installati in maniera intelligente, devono coprire tutta l’area e non lasciare “buchi” ovvero zone sguarnite.

Quando un sensore deve essere installato all’esterno va incontro anche a tentativi di sabotaggio. Quindi si usano sistemi antistrappo, di schermatura contro attacchi con vernici e lacche. Anche sole, pioggia, neve e vento possono disturbare il loro lavoro, ecco perchè devono avere un buon grado di protezione IP.

Per proteggere porte e finestre si utilizzano invece i contatti magnetici. Sono molto economici e si installano nei due battenti. Quando si apre una finestra o porta i contatti vengono allontanati ed inviano così un segnale di allarme.

L’antifurto da giardino può essere arricchito anche con un sistema di video sorveglianza. Le nuove telecamere IP sono dotate di sensori di movimento che inviano un allarme quando un malintenzionato entra nell’area di copertura. In questo caso le telecamere si connettono ad Internet tramite un router presente in casa ed inviano non solo immagini e video, ma anche l’audio che in quel momento stanno rilevando. Possono funzionare anche in notturna grazie alla presenza di led integrati che illuminano la zona.

I prezzi:
un sensore pir passivo da giardino costa un po’ di più rispetto a quello da interni. Dai 50 ai 100 euro. Per i Pir Attivi, venduti a coppia per creare una barriera ad infrarossi i prezzi oscillano tra 120 e 200 euro, a seconda della vastità della zona da controllare.
Per una buona centralina con commutatore per la chiamata telefonica non si spendono meno di 400 euro e per una sirena poco più di 100 euro.

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